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Rossetto


Sapete quanto rossetto mangiate???
Sì, avete capito bene, rossetto.
Pare si dica in giro che nella nostra vita noi donne ingeriamo all'incirca da 1 ai 4 Kg di rosseto, ovvero il 70% di quello che ci mettete sulle labbra, ma non sono a conoscenza delle fonti di questo dato, sarà 'na boiata, ma comunque rende l'idea sul fatto che i nostri rossetti e gloss durano poco sulle nostre labbra.

Il lipstick dovrebbe essere dunque considerato come cibo, ecco che così sul mercato si affacciano alternative naturaliste prive di sostanze sintetiche. Non che mangiare il rossetto sia pericoloso per la salute, "perché i cosmetici tradizionali in commercio, preparati con ingredienti di sintesi, quali siliconi, cere, olii, coloranti o conservanti, sono tutti sottoposti a rigorosi test di sicurezza", spiega Silvia Gatti, docente del Master in Scienze e tecnologie cosmetiche all'Università di Siena (e ve lo dico io che ne ho le scatole piene di far fare mille test sulle cremine).
Ma come esiste il mood dei cibi biologici, mi sembra giusto che esista qualcosa del genere anche per ciò che sta sopra alle nostre bocche.

Così Giuseppe Montalto, Direttore Tecnico della Montalto Natura, ha lanciato la linea di rossetti "Natural Make Up", il primo gloss italiano naturale e biologico. "I cosmetici sono cibo per la pelle - aggiunge Montalto - ed è importante che siano formulati con materie prime naturali e biologiche. Perché anche quando si tratta di cosmetici la qualità conta". E mi sembra ovvio.

Photo by Miles Aldridge, Vogue Italia, settembre 2001
Articolo ispirato da Marika Dell'Acqua su Vogue.it

Scholl

Non spaventatevi.
Non sto impazzendo.
O forse sì? o_O
Chissà questo caldo cosa combina... ;P
Fatto sta che vi devo parlare di un brand di scarpe: Scholl (Contemporary).
Non ho mai amato questo genere di scarpe, anzi, ho sempre guardato con sprezzo chi le portava ma forse forse...
Il fatto è che questo genere di scarpe, se portato da nonnine, signorone o con un contorno vestiario "brutto" già da solo, ecco, loro danno il colpo finale; ma se invece tu le usi in una mise bellina e fresca tipicamente estiva e vacanziera, proprio a mo' (leggi "mood" se vuoi essere più fiQuo ;P) di relax, "stacco dal mondo non rompetemi", forse forse qualcosa ci può stare.
Questo pensiero l'ho avuto vedendo la pubblicità su Elle di luglio, ma credo di averla vista anche su altre riviste, pubblicità che ha saputo valorizzare il prodotto a mio modo, in quanto prodotto tipicamente "ortopedico" ma che vuole essere anche "stiloso".



Firmata da McCann Erickson, sotto la direzione creativa esecutiva di Marco Cremona, Art Director Federico Fanti.
LA stessa agenzia aveva fatto anche la scorsa campagna, molto evocativa, da proprio il senso del contatto del l'uomo con la Natura, camminando bene sto bene, e la parte "fashion" e lasciata intendere dai fiorellini.



Direzione Creativa di Federica Ariagno e Paola Manfrin, fotografia di Serge Leblon.

Ho guardato il sito e, dopo essere rimasta schifata da queste:

(non ridete. A Firenze ho vesto delle vecchiette arzille probabilmente tedesche che se le indossavano orgogliose.
Non ridete. Io una volta le ho provate. Che sensazione strana, sembra di cadere in avanti e poi indietro XS )

Ecco, ho trovato questi modelli che volendo non sono malaccio:

















E' ovvio che c'è di meglio, ma oltre al fatto che c'è di peggio, queste sono pure studiate per un maggiore comfort del piede e della postura:



Sono prorpio malata?

Io ringrazio i siti Marketing Journal e Youmark per avermi dato le info su chi ha creato così bene il "marketing" di una scarpa così "difficile" (Quest'ultimo in particolare mi è piaciuto e sono diventata fan su Facebook ; ) )